» Via al vaccino antinfluenzale “Chi è a rischio non indugi”
 
 

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08:30-13:00 porte aperte 13:00-16:30 porte chiuse (solo su ricetta) 16:30-19:30 porte aperte 19:30-8:30 porte chiuse (solo su ricetta) 
 

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Parte la campagna di vaccinazione anti influenzale e gli esperti dell’Ausl lanciano l’allarme: «Negli ultimi tre anni la percentuale di “over 65” protetti dal virus a Bologna e provincia è calata dal 73 al 56%. Abbiamo perso 17 punti percentuali di copertura, ed è grave, perché questo calo riguarda la fascia di età più esposta a possibili complicazioni. Dobbiamo recuperare». Secondo Fausto Francia, direttore del dipartimento di Sanità pubblica, il vaccino è un po’ «fuori moda», ma questo perché «le persone non si rendono conto che l’influenza è una patologia seria: ogni anno abbiamo più decessi per l’influenza che per la meningite, ma la meningite è più rara e fa più paura».

L’anno scorso ad esempio in regione ci sono stati 20 morti a causa dell’influenza (il ceppo dell’influenza A anche quest’anno è presente nel vaccino) e 70 persone sono finite in rianimazione. Sempre lo scorso inverno, sono avanzate più dosi di vaccino del solito (la quota fisiologica di “rimanenze” è il 2%), e questo per una serie di ragioni. Prima tra tutte, il caso dei vaccini ritirati nel 2012, all’inizio della campagna di prevenzione, della Novartis. L’anno prima c’era stato l’allarme pandemia, poi rientrato. Insomma, la fiducia nei vaccini è calata. Ma questa piccola iniezione rimane l’unico modo per non entrare nel “club” dei 200 mila bolognesi che ogni anno, in città e in provincia, finiscono a letto con febbre, dolore alle ossa e ai muscoli, mal di pancia, tosse e mal di gola. L’Ausl mette a disposizione 150 mila dosi di vaccino gratuite (l’anno scorso ne sono state somministrate 146 mila), ecco tutte le indicazioni per proteggersi dal virus dell’inverno.

CHI SI DEVE VACCINARE
Il Servizio sanitario regionale offre gratuitamente il vaccino ad alcune categorie di persone. Prima di tutto quelle che rischiano complicazioni: ad esempio bambini che soffrono di asma, tonsilliti ricorrenti, oppure casi più gravi di neoplasie. I casi, insomma in cui bisogna evitare al fisico altri stress da malanni di stagione. Stesso discorso vale per gli adulti: cardiopatici, trapiantati, e tutti coloro che hanno malattie croniche. L’iniezione è gratis anche per chi ha più di 65 anni, per le donne in gravidanza, per gli operatori sanitari e socio sanitari, che sono sempre a contatto con persone ammalate. Anche i dipendenti pubblici possono vaccinarsi gratuitamente, perché rivestono ruoli di pubblica utilità e quindi la loro assenza dal lavoro “paralizzerebbe” alcuni servizi. Infine il vaccino è disponibile anche per donatori di sangue e personale degli allevamenti e dei macelli. Chi non è compreso in queste categorie può comunque vaccinarsi, ma si dovrà far carico del pagamento (19 euro il servizio prenotato al Cup).

DOVE VACCINARSI
Sono i medici di medicina generale o i pediatri (quelli di libera scelta o la pediatria di comunità) che propongono e somministrano il vaccino alle categorie “a rischio”. Per chi vuole comunque vaccinarsi, basta farsi fare la ricetta dal medico, comprare in farmacia il prodotto e poi pagare la somministrazione al dottore che la esegue. Si può andare in uno degli ambulatori dell’Ausl, dopo aver prenotato al Cup. A Bologna l’ambulatorio è in via Gramsci 12, a Casalecchio in via Cimarosa 5/2, a San Lazzaro in via Repubblica 11. Nei vari distretti ci sono ambulatori sparsi nei paesi più importanti della provincia. Per informazioni, c’è un numero verde gratuito (800 033 033).

QUALE VACCINO SCEGLIERE
La composizione del vaccino è determinata ogni anno dall’Organizzazione mondiale della sanità. Quest’anno contiene un nuovo ceppo, perché l’anno scorso quello considerato secondario (ceppo B) aveva mietuto moltissime vittime. I ceppi virali in tutto sono 3, tra cui quello dell’influenza A, H1N1. I vaccini sono 4: tipo split (il più utilizzato da persone non immunodepresse), adiuvato (sopra i 65 anni con patologie di base e sopra i
 
 75 anni) virosomale (per i bimbi tra 6 e 24 mesi) intradermico (per le vaccinazioni a domicilio)

QUANDO VACCINARSI
Ieri è partita la campagna, che andrà avanti fino a metà dicembre. Occorrono 15-20 giorni per essere immunizzati, poi si è coperti fino a marzo. Fino a qualche tempo fa la campagna partiva prima, ma poi si rischiava di rimanere “scoperti” rispetto a eventuali colpi di coda del virus.
 
 
 

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